Un po’ dolce, un po’ amara

2 chili di arance, un limone, 2 litri di acqua, tre chili di zucchero…

Inizio il mio racconto da una ricetta, la ricetta per la marmellata di arance che la signora Milena prepara tutti i Natali per i suoi affetti e che da tre anni regala anche a noi, noi che ci siamo inseriti nel progetto di vita di suo figlio Paolo, noi che stiamo conoscendo lui e la sua famiglia ogni giorno con uno sguardo diverso per capire insieme cosa ci aspetterà e come potremo affrontare il dopo di noi.

La ricetta che il Natale scorso le ho chiesto di condividere con me, per sperimentarmi in una nuova impresa culinaria e per conoscerla meglio. Dalla lista degli ingredienti siamo passate alle ricette di famiglia scritte dalla bisnonna su una vecchia agenda, come faceva mia mamma, ai racconti del passato, la sua storia d’amore con Bruno, la gravidanza, la malattia di Bruno e la nascita di Paolo con uno spavento. Questi racconti mi hanno riportato alla mia storia personale e familiare, al mio essere figlia di genitori troppo grandi per quel periodo, di averli persi quando sperimentavo la mia autonomia ed il mio oggi, una donna, un’educatrice, una mamma di una ragazza che sta iniziando ad affrontare le difficoltà del crescere e della vita.

E’ questo quello che le famiglie che incontriamo ogni giorno ci raccontano: la fatica di crescere, i desideri e le paure di sperimentarsi in autonomia, riconoscere le proprie radici e non volerle lasciare, la paura di lasciar andare e di continuare a tutelare chi abbiamo vicino, l’incertezza e la speranza del futuro, l’importanza di poter scegliere.

E questo è quello in cui ho sempre creduto nella mia vita, personale e professionale, nelle persone e nel diritto che ognuno ha di poter scegliere, di poter rivendicare i propri diritti e di godersi questa vita, un po’ dolce e un po’ amara.

Silvia

 

[Foto di Rob Wicks su Unsplash]

Può interessarti anche