Quattro colleghe, una staffetta, un progetto

Come un'idea nata quasi per gioco ci ha portato alla Milano City Marathon e molto più lontano del previsto: passo dopo passo, insieme.

Siamo quattro colleghe di Cooperativa Lotta che lavorano nell’area salute mentale e disabilità e quest’anno abbiamo deciso di fare squadra e mettere le scarpe da running ai piedi per correre, una tappa a testa, la Milano City Marathon 226, per sostenere il progetto “Rompiamo gli schemi – educare alla parità di genere”, dedicato ai bambini e alle bambine delle scuole primarie e ai ragazzi e alle ragazze delle secondarie.

È iniziato tutto quasi per gioco. Un’idea nata senza troppe aspettative, con qualche timore — la fatica fisica, il dubbio di non farcela — ma anche con la curiosità di provare qualcosa di nuovo insieme. Poi, passo dopo passo, quell’idea ha preso forma.

Sull’onda dell’entusiasmo che questa esperienza ci ha lasciato, vogliamo raccontarvi cosa ha significato per noi partecipare alla Milano City Marathon. Abbiamo scoperto qualcosa che non avevamo previsto: abbiamo raggiunto risultati oltre le aspettative. Non solo nella raccolta fondi, ma anche nell’energia che si è generata.

Per fare squadra abbiamo deciso di allenarci insieme, una volta la settimana al Parco Nord, e abbiamo pensato che poteva diventare l’occasione per coinvolgere nel nostro percorso altri colleghi e colleghe e non solo. Ed è stato così, di volta in volta qualcuno si è aggiunto, c’è chi ha portato il cane, chi un amico e chi ha cambiato il turno di lavoro per poterci essere. Anche altre staffettisti e staffettiste di altre squadre, di cooperativa e non, si sono uniti agli allenamenti. Ufficialmente: corsa. Ufficiosamente: un perfetto equilibrio tra fatica, chiacchiere e… aperitivo finale (che, diciamolo, era la vera calamita dell’iniziativa — e nessuno ha mai fatto finta che non fosse così). È lì che il gruppo si è allargato trasformando un’idea nata tra poche in qualcosa di decisamente più partecipato.

Correre ha aperto nuovi orizzonti. Ci ha permesso di incontrare persone di altre realtà, di uscire dai confini dei nostri progetti quotidiani e di sentirci parte di qualcosa di più grande.

Anche la raccolta fondi è stata una sorpresa. All’inizio non eravamo sicure di riuscirci davvero. Invece, grazie al passaparola, all’entusiasmo e alla passione con cui abbiamo raccontato il progetto, abbiamo visto crescere intorno a noi un’attenzione e una partecipazione inaspettate. Trasmettere la bellezza e l’importanza di “Rompiamo gli schemi” è diventato parte integrante del nostro percorso.

La giornata della maratona è stata bellissima, ci siamo divertite, tante persone della cooperativa e persone ad essa vicina,sono venute a fare il tifo, sono passate al banchetto, hanno portato il loro sostegno e del cibo da condividere.

Partire dal basso, da un piccolo gruppo e da un’idea semplice, ci ha portato lontano. Più di quanto immaginassimo. E, soprattutto, ci ha ricordato che insieme si può costruire qualcosa che va oltre il lavoro: relazioni, energia, senso di appartenenza. Abbiamo riscoperto il valore di condividere un traguardo, di stare insieme anche al di fuori del contesto lavorativo e di vivere la cooperativa in modo diverso, riscoprire cooperativa come luogo di relazioni, spazio in cui ampliare lo sguardo e lavorare insieme verso obiettivi comuni.

Miriam, Rita, Silvia e Simona

 

 

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