Gli incontri si aprono con un momento laboratoriale creativo, di espressione e condivisione tenuto dall’Arteterapeuta. Si utilizza la tecnica del collage, di volta in volta con input, temi, materiali e supporti differenti.
Attraverso il collage le trasformazioni possibili sono infinite. Ogni frammento, ogni ritaglio può essere posizionato in modi differenti, creando nuove composizioni e significati. Le immagini si mescolano e si sovrappongono, dando vita a visioni uniche e sorprendenti. È un gioco di forme e colori, dove ogni elemento può essere reinterpretato, può acquisire un nuovo senso e raccontare una storia inedita.
La cadenza mensile permette di consolidare il gruppo fra persone che prima non si conoscevano, creando una preziosa sinergia e nuove relazioni.
A seguito del laboratorio inizia il momento aperitivo: scambiandosi opinioni e chiacchierando si trascorre insieme il pomeriggio.
La testimonianza di Federico Bellovino
Nel gruppo di Ape – collage, a cadenza mensile presso la Cooperativa Lotta Contro l’emarginazione a mio avviso, emerge una proposta metodica incentrata sulla comunicazione espressiva del brainstorming al fine di aprire il campo allo svelamento del carattere inconsapevole della coscienza o dimensione immaginaria del simbolico del sistema gruppale dell’io/sè collettivo, grazie alla stimolazione di una sorta di associazionismo surreale della coscienza inconscia del soggetto – gruppo in ottemperanza ad alcune fasi dialettiche del lavoro creativo d’insieme.
Nella fase iniziale la nostra educatrice Sara Clemente apre una sorta di “scrigno” di suggestioni evocative, determinando spesso sullo sfondo dell’ascolto musicale un processo di generazione di idee con una manipolazione visuale di immagini e parole per stimolare la creatività, in tale fase la generazione di idee prende corpo alieno da ogni sorta di valutazione critica – giudicante. Incoraggiando libertà espressiva e policromia di spunti talora confusi nonché bizzarri.
Questa fase del brainstorming generativo ed in un contesto libero ha una pluralità divergente nel solco della proliferazione del flusso associativo senza il vestito del giudizio o critica.
La cui manifestazione invece appare sorgere nella sessione gruppale di valutazione e configurazione simbolico – razionale di questa struttura gruppale del io – coscienza o processo convergente di immagini e parole per la tessitura visiva dei concetti oltre le parole.
Queste a loro volta spianano l’emergere di altri idee in una combinazione assemblativa delle nascenti suggestioni visive nella concretizzazione del gioco creativo utilizzando un foglio sul quale origina il collage: ricettacolo di idee e associazioni.
Nella convergente sessione di valutazione il gruppo discute ed analizza il collage in chiave di un certo prospettivismo policromo forte già del flusso di associazione sensoriali- visive ed in un progressivo benessere del respiro emotivo del gruppo medesimo.
A mio avviso il congelamento o la dileguazione del giudizio è direttamente proporzionale alla realizzazione della qualità armonica del processo creativo dell’organismo collettivo: vera cifra di una “democrazia associativa” ed espressiva delle singolari individualità di ciascuna persona, sia sulla fase dell’esperienza del lavoro creativo e del contesto gruppale foriero di collaborazione sulla costruzione corale sui vari frammenti associativi altrui.
Sara, a mio parere, predispone le condizioni di tale summenzionato lavoro creativo gruppale offrendo chiare indicazioni e varie suggestioni a vantaggio della ottimizzazione gruppo – centrica del gioco creativo stesso al punto di favorire una ottimale conduzione della nascente coscienza – gruppale.
