Il mio rifugio per un nuovo inizio

Un luogo può diventare casa, anche se solo per tre anni. Una casa dove ritrovare la propria direzione, imparando a gestire scelte, imprevisti e responsabilità, una casa dove riscoprire calma e serenità, accettando solitudine e fallimento come parti del percorso. Per ripartire.

Sono entrato in Senigallia pensando fosse una semplice parentesi: fragile, impaurito e dubbioso, dopo un periodo di vita difficile e caotico: invece è diventata la mia casa per tre anni, dove ho avuto modo di conoscere e legare con tanti, ognuno con storie e fragilità diverse.

In Senigallia ho ritrovato una direzione più autentica, imparando a scegliere, a gestire le priorità e gli imprevisti con le mie forze.
Il tesoro più grande è stato ritrovare calma e serenità.
Ho imparato che la solitudine e il fallimento fanno parte del percorso e non vanno temuti; che ogni traguardo, piccolo o grande, merita di essere celebrato.

La quotidianità in Senigallia per me è stata un’opportunità di crescita verso l’autonomia: studio, lavoro, spesa, budget, scelte di vita e obiettivi da raggiungere, fino a semplici momenti insieme, utenti ed educatori, in cui divertirsi.

Il ruolo degli educatori è stato fondamentale: sempre presenti, competenti, capaci di  trasmettere stima, affetto e amicizia; qualsiasi supporto necessario.

Senigallia è il luogo dove ho potuto cadere, curarmi e ripartire, tante volte, senza mai essere solo.
Esco di qui malinconico per la fine di questo capitolo, ma lo faccio decisamente più forte, consapevole e profondamente grato.

S.M.

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